Area Sismica

Area Sismica dal 1991, divulga musica attuale ed eterodossa attraverso concerti, tournée, workshop, laboratori e incontri formativi.
La proposta artistica di Area Sismica spazia dalla musica contemporanea a quella elettroacustica, dal jazz all’improvvisazione radicale, con un unico comune denominatore: la fusione dei confini dei vari generi musicali.
In questi anni Area Sismica ha accolto artisti di caratura internazionale di ambiti diversi: da Stefano Scodanibbio a David S.Ware, da Fred Frith a Rohan De Saram, da Otomo Yoshihide a Tom Cora, da Rob Mazurek a Yannis Kyriakides, da Bob Ostertag a Fabrizio Ottaviucci, a Irvine Arditti.
Nel 1992 Area Sismica inaugura la propria attività con il Festival di Musiche Innovative: un evento replicato fino al 1994 e nel 2000, prima di virare sulle rassegne, più incisive per la divulgazione della musica del presente.
Dal 2011 organizza un Festival dedicato alla Musica Contemporanea Italiana; nel 2014 propone a Forlì uno dei tre eventi svolti nel mondo dedicati a Lindsay Cooper, in cui si sono riuniti gli Henry Cow; nel 2016, assieme alla Rassegna di Nuova Musica di Macerata, ha organizzato il concerto a Forlì e le sessioni di registrazione delle composizioni di Stefano Scodanibbio, interpretate dall’Arditti Quartet.
Dal 2015 organizza il Forlì Open Music, festival gratuito nel cuore della città, votato all’audience development.

Contatti

Forlì Open Music

5-6 dicembre 2020
Ex Chiesa di San Giacomo – Forlì

Forlì Open Music è un festival che, fin da subito, si è distinto dentro e fuori i confini nazionali per la sua trasversalità rispetto ai vari mondi musicali; intenzionalmente la musica della tradizione storica si intreccia con quella del presente, in un’azione progettuale dalla forte connotazione divulgativa.

Questa identità si sposerà nell’edizione 2020 a un’altra forte connotazione, il Festival di Musica Contemporanea Italiana: un altro evento creato da Area Sismica, giunto alla sua decima edizione, che divulga le opere e l’arte di compositori e interpreti nati e formati nel nostro Paese.
Si intende perciò porre l’attenzione e sensibilizzare gli ascoltatori su musiche diverse, nate nello stesso contesto storico; non proporre semplicemente il prodotto finale, ma mostrare luoghi ed espressioni sonore del pensiero. Una musica che può essere scrittura, ma anche realizzazione estemporanea, improvvisazione, sperimentazione, evocazione. 
Ciò che, d’altra parte, distingue la musica nel suo più alto profilo, facendone un bene storico-artistico, un patrimonio comune, è proprio ciò che sta a monte del prodotto sonoro e che motiva la composizione.

Forlì Open Music offre dunque al pubblico non un evento funzionale con il solo scopo di intrattenere, ma vuole mettere in contatto chi ha qualcosa di vero da dire con chi ha voglia di ascoltare, di scoprire, indipendentemente dalle proprie passioni musicali. Per raggiungere questo scopo, il comune denominatore tra le musiche deve essere proprio il valore assoluto di chi materialmente dà vita Forlì Open Music, ovvero artisti considerati internazionalmente le punte di diamante dei rispettivi ambiti musicali, e che il festival dimostrerà una volta di più essere molto vicini, quasi compenetranti tra loro, nonostante le etichette affibbiate. La musica diviene soggetto primario di condivisione e fattore unificante spontaneo, grazie alla diversità dei linguaggi musicali proposti e alla varietà dei soggetti fruitori.
La scelta di valorizzare un luogo cittadino di pregio, attraverso un evento come Forlì Open Music, rappresenta un vero e proprio progetto civico che contempla l’arte sia in senso ideale, sia nella sua vocazione più concreta, formativa e accomunante.

Il programma abbraccia anche un’altra forma d’arte, proponendo le mostre fotografiche degli autori più rappresentativi della fotografia “musicale”.
Forlì Open Music ha anche momenti divulgativi con le conversazioni-concerto, curate dal M.to Fabrizio Ottaviucci, con lo scopo di accompagnare il pubblico attraverso le epoche musicali, fino a decifrare gli stilemi contemporanei.