Forlì.Soglie da vita a due giorni di incontri grazie ai quali indagare insieme il presente, attraverso discipline differenti ma in dialogo reciproco.

SABATO 4 DICEMBRE

EXATR

ore 11.00
Ibrida Festival / CARLOS CASAS – ARCHIVE WORKS
incontro e proiezioni

Carlos Casas in dialogo con Davide Mastrangelo e Francesca Leoni, illustrerà il suo progetto transculturale Archive Works, che dal 2021 raccoglie lavori dedicati ai finis terrae (Patagonia, Mare di Aral, Siberia, Pamir).
Archive Works è una serie di ricerche che partono da materiale d’archivio, found footage e film classici, per confluire nella realizzazione di film sperimentali. Rappresentano un processo di scoperta e analisi di materiale d’archivio – classico o contemporaneo – finalizzato alla creazione di un nuovo oggetto cinematografico. Analogamente il suono interpola repertorio e creazione, affidata a musicisti che la realizzano spesso dal vivo. Con Archive Works Carlos Casas sperimenta un nuovo approccio al found footage e all’esplorazione dell’esperienza sonora, ibridando più codici tra di loro.

Ingresso gratuito / Prenotazioni: ibridafestival@gmail.com

▸ ore 16.00
Spazi Indecisi / PRATICHE CARTOGRAFICHE SPERIMENTALI
incontro a cura di Lorenza Pignatti

Dialoghi sulle molteplici possibilità di narrare i territori, attuate da artisti, geografi e collettivi nazionali e internazionali

Lorenza Pignatti è docente del corso di Fenomenologia dell’arte contemporanea alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Ha insegnato alla Supsi di Lugano e all’Università di Urbino. È curatrice con Franco “Bifo” Berardi e Marco Magagnoli del libro Errore di sistema. Teoria e pratiche di Adbusters (Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano 2003). Nel 2006 ha curato l’omaggio al regista Pere Portabella al Festival Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. Collabora con “D la Repubblica” e con magazine d’arte nazionali e internazionali.

È autrice di Mind the Map. Mappe diagrammi e dispositivi cartografici (Postmedia books, 2011), un’indagine su vari campi del sapere nei quali la mappa è intesa come panorama, travelogue, archivio, diagramma cognitivo e strumento di sperimentazione artistica.

Ingresso gratuito / Prenotazioni: info@spaziindecisi.it

▸ ore 18.00
Città di Ebla, Spazi Indecisi, Sunset / SPAZIO PRESENZA AZIONE
dialoghi spontanei sullo spazio pubblico

L’esperimento consiste nel creare speciali condizioni atte a stimolare un dialogo fra i presenti relativo alla forma e alla sostanza dello spazio pubblico nel contesto odierno. Per naturale vocazione dei promotori – Città di Ebla, Spazi Indecisi, Sunset – si cercherà di definirlo anche attraverso chiavi di lettura che riguardano le arti dal vivo, il cinema, il docufilm, la fotografia, la rigenerazione urbana. Ma le chiavi di lettura non sono elementi di garanzia. Per aprire le porte del dialogo sarà necessaria una partecipazione attiva dei presenti.
L’evento è, a tutti gli effetti, un esperimento “in vivo”, pur avendo un impianto concettuale preparato “in vitro”. Ci si sente cavie rispetto a un invito alla partecipazione di questa natura? Niente paura. È la condizione di questa epoca.

Ingresso gratuito / Prenotazioni: info@cittadiebla.com


TEATRO FELIX GUATTARI

▸ dalle ore 19.30
Enrico Fedrigoli / CORPO MACCHINA
mostra fotografica

Corpo macchina è una componente del banco ottico. Corpo macchina è anche la macchina come organismo funzionale ad un τέλος. Ed è pure un corpo che si fa macchina accettando di questa fratture, digressioni, inutilità progressiste e industriali.
Ci è sembrato che queste tre declinazioni di una relazione storica – e storicamente oggetto della ricerca teatrale – si risolvessero tanto nel rigore architettonico di Enrico Fedrigoli, quanto nella necessità dell’inatteso “vero” del fare dei Masque.
Percorrere le finestre che il banco ottico di Fedrigoli apre nella pittura dell’immaginario è muoversi in quegli spazi che Perec chiama gli “spazi del dubbio”. Spazi che non esistono perché di essi c’è solo la percezione, la memoria, il vissuto. “Tali luoghi non esistono, ed è perché non esistono che lo spazio diventa problematico, cessa di essere evidenza, cessa di essere incorporato, cessa di essere appropriato”. La soluzione poteva essere la post-fotografia, quella fotografia che smaterializza non solo le immagini, ma la loro fonte. La post-fotografia genera un universo in cui – sgretolate le nozioni di originalità, priorità, verità e memoria, tutto può essere falso. Il “falso” di Fedrigoli invece è riorganizzazione del materiale narrativo, suggerimento di un accesso possibile al ventre rigido e duro del “corpo macchina”. É con-fusione tra Still Life e architettura, tra bidimensionalità e tridimensionalità di spazi reali ma – alla Perec – “inesistenti”.
In questo suo “come se” condivide con lo spettatore l’incertezza della sua posizione obliqua, faticosa e spericolata: visitatore, attore o pubblico vivono la stessa divertita consapevolezza della molteplicità del possibile.
Il Teatro Félix Guattari dov’è? Le parti non ricompongono il tutto. Cosa succede quando il reale come fonte si perde? La fotografia rompe il vincolo con il suo referente e si piega alla propria natura. Per Enrico Fedrigoli tutto questo è ore di camera oscura, meticolosa scelta delle carte di stampa, materia e mani.
Il digitale e la rete sono la morte della fotografia che separa hegelianamente manifestazione da essere cercando la verità della Scienza: “Mi interessa il trauma delle fotografie in sé: con le fotografie in digitale l’anima resta ma il corpo se ne va” scriveva Fontcuberta. Qui l’anima è corpo e il corpo è macchina. – Simone Azzoni

Ingresso gratuito

▸ ore 21.00
Masque Teatro / KIVA

con Eleonora Sedioli ⎪ tecnica Angelo Generali ⎪regia, ideazione, luci e macchine Lorenzo Bazzocchi ⎪ produzione Masque teatro ⎪ con il contributo di MiC, Comune di Forlì, Regione Emilia-Romagna, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì

Figura o corpo. Né una né l’altro. Solo ectoplasmi. Il corpo:figura attraversa un varco ed oltre se ne vanno discontinuità, sezionamenti, stratificazioni. La figura che già non è più tale, in bilico com’è tra distanziazione e prossimità, segue da vicino i diversi passaggi della sparizione, si guarda dall’alto del suo stesso sguardo, e si vede disfarsi, sino al dissolvimento.
Nella moltiplicazione dei corpuscoli elementari un nuovo organismo prende forma, generantesi come inviluppo o bozzolo o membrana che avvolge il corpo che già non è più. Non si tratta di concepire il movimento della figura come «una modifica o l’attualizzarsi di uno stato», ma come il manifestarsi sincronico di energie multiple condensantesi sul corpo che infine cessa di esistere.
Al pari del corpo dell’uomo su cui Marey aveva apposto il bottone d’argento, destinato a lasciare di sé sulla lastra fotografica solo una traccia luminosa, la nostra creatura abbandona gli abissi e diviene luce, pura energia in movimento.
“Kiva” è il nome con cui gli indiani Pueblos designavano, ancora agli inizi del XX secolo, la stanza segreta delle iniziazioni. Luogo sotterraneo, inaccessibile se non ai capi clan, la kiva accoglieva e custodiva i serpenti a sonagli catturati vivi nel deserto e qui chiamati a partecipare a quello che lo storico dell’arte Aby Warburg chiamò “il rituale del serpente”, atto propiziatorio per agognate precipitazioni.
Kiva, da camera segreta delle iniziazioni, diviene un luogo mentale. In essa si addensano gli spettri di un’umanità che sembra ritornata alla vita dopo anni di dimenticanza.

Ingresso 5 € / Prenotazioni: masque@masque.it


DOMENICA 5 DICEMBRE

AREA SISMICA

ore 18.00
Marco Zanotti, percussioni / CONCERTO AL BUIO
in collaborazione con UNIONE ITALIANA CIECHI e IPOVEDENTI di Forlì-Cesena

Compositore musicista anticonvenzionale, imprevedibile, curioso delle tradizioni e incline alla sperimentazione, Marco Zanotti predilige la batteria e le percussioni, ma si ritrova volentieri a suonare anche strumenti come la mbira e il kamalen’goni.
È fondatore e direttore di Cucoma Combo e della Classica Orchestra Afrobeat, quest’ultimo un ensemble da camera con la quale registra tre album (feat. Seun Kuti, Sekouba Bambino, Baba Sissoko e Njamy Sitson) e partecipa a importanti festival internazionale tra i quali Glastonbury-UK.
Suona con il trio d’improvvisazione Mothra (Peppe Frana, Fabio Mina – tour in Cina 2016) e con il griot del Gambia Jabel Kanuteh, oltre che con Cumbia Poder (Colombia), Del Barrio (Argentina) e Regional Matuto (Brasile).
Nel 2021 esce il suo primo album solista intitolato Re-Flexio, affiancato all’opera dell’artista Gaia Carboni. Collabora ed ha collaborato con numerosi musicisti e artisti in Italia e all’estero, ma anche con registi, coreografi e cori tra cui Aldes, Fantateatro, Magnifco Teatrino Errante, ERT, Coro Voz Latina, Coro Farthan. Nel 2019 cura le musiche e suona nello spettacolo “Mbira” di Roberto Castello (candidato premio UBU) e sta attualmente curando le musiche per il nuovo spettacolo “Inferno”, partecipa alla colonna sonora di “Gauguin a Tahiti” (Nexo Digital, 2019) di Remo Anzovino e cura la ricerca e la produzione musicale del “Pamoja Odyssey: a radical act of co-creation”, un progetto internazionale a bordo di un dhow tradizionale (www.pamoja.musafir.org) associato ad un flm festival lungo le coste dell’Africa Orientale (2019). Dal 2020 fa parte del quartetto Red Planet, con Edoardo Marraffa, Marco Colonna e Fabrizio Spera.
Da molti anni tiene un laboratorio sperimentale permanente chiamato “Officina del Ritmo”, ospitato nel 2019 all’interno del programma “Le 100 percussioni” di Ravenna Festival.
È laureato in Lingue e Letterature Straniere e ha tradotto e curato l’edizione italiana della biografa di Fela Kuti (Arcana ed.).

Ingresso 10 € con tessera ARCI / Prenotazioni: info@areasismica.it
È possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/

ore 21.00
Sedicicorto / ESTRATTI DALLA TETRALOGIA DI ROSTO
video, animazione

I film onirici e oscuri dell’artista olandese Robert Stoces, in arte Rosto, lo hanno consacrato come una delle voci più personali del cinema d’animazione d’autore contemporaneo. Apprezzato in tutto il mondo per la sua creatività, ha ricevuto riconoscimenti nei più prestigiosi Festival Internazionali di Cinema di animazione e cinema sperimentale.
Dopo la sua morte nel 2019, le opere di Rosto vengono distribuite dalla più importante società di distribuzione europea per ciò che concerne la sperimentazione cinematografica nel mondo dell’animazione: Autour de Minuit.
Rosto si è affermato a livello Internazionale per la pluripremiata trilogia di cortometraggi e la graphic novel online Mind My Gap. È stato il fondatore e proprietario di Studio Rosto A.D, una società di produzione cinematografica, studio di animazione e atelier ad Amsterdam.
I suoi primi cortometraggi Anglobilly Feverson (2002) e Jona/Tomberry (vincitore del Grand Prix Canal+ al Festival di Cannes 2005) sono stati proiettati in numerosi festival internazionali.
The Monster of Nix (2011) è stato il progetto più ambizioso. Il musical animato di 30 minuti ha richiesto sei anni per essere prodotto e ha avuto un cast di voci prestigiose tra cui Terry Gilliam, Tom Waits, The Residents e The Dø.
Nel 2008 ha diretto”No Place Like Home”, il primo di una tetralogia di cortometraggi riguardanti la musica e i personaggi del progetto musicale Thee Wreckers. Nel 2013 realizza l’opera “Lonely Bones” ottenendo premi all’International Film Festival Rotterdam e all’ Ottawa International Animation Festival. Splintertime (2015) è il terzo di una serie di quattro film di Rosto con il suo progetto musicale Thee Wreckers.Reruns (2018) completa questa Tetralogia di Thee Wreckers.

Ingresso gratuito / prenotazioni: info@sedicicorto.it


LUOGHI

EXATR ⎪ via Ugo Bassi, 16 – Forlì
TEATRO FELIX GUATTARI ⎪ via Orto del Fuoco, 3 – Forlì
AREA SISMICA ⎪ via Le Selve, 23 – Forlì

Ricordiamo che per accedere ali eventi in programma sarà necessario essere muniti di Green Pass o di esito di tampone rapido negativo effettuato entro 48 ore.